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PrestO e Libretto famiglia, ecco i “nuovi voucher”

Contratto di prestazione occasionale. O meglio: PrestO e Libretto Famiglia. Sono questi i nuovi nomi di quelli che tutti chiamano già, più semplicemente, i “nuovi voucher”.

Si presentano sotto una doppia natura, i nuovi voucher. Per quanto riguarda i lavori domestici (dal giardinaggio alle ripetizioni, passando per il baby-sitting e i servizi di pulizia), le famiglie avranno a disposizione dei tagliandi telematici da 10 euro l’ora, a cui vanno aggiunti 2 euro per i contributi e l’assicurazione. È il cosiddetto Libretto Famiglia.

Sul fronte delle aziende, la questione è più complessa. In questo caso la nuova legge prevede la possibilità di attivare, tramite un portale online dell’Inps, un mini-contratto occasionale, con una paga oraria minima di 9 euro ed il 33% di contribuiti a carico del datore, oltre al premio assicurativo contro gli infortuni e le malattie professionali. Fanno eccezione i lavori agricoli, per i quali la retribuzione minima potrà essere inferiore, dal momento che verrà stabilita sulla base del contratto collettivo stipulato dalle principali associazioni sindacali.
In ogni caso, non ci sarà più bisogno di acquistare i tagliandi in tabaccheria: la procedura sarà via internet. Una velocità richiamata anche nel nome scelto: PrestO, abbreviazione di Prestazione Occasionale (da non confondere con le prestazioni di “Lavoro Autonomo Occasionale” soggette a ritenuta d’acconto ed esenti INPS fino al raggiungimento del tetto annuo di 30 giornate e 5000 euro lordi).
Ad utilizzare questa nuova tipologia di contratto potranno essere solo le aziende con meno di 5 lavoratori subordinati a tempo indeterminato.
Sono escluse, inoltre, anche le aziende del settore edilizio e minerario, quelle che eseguono appalti di opere e servizi. Sarà possibile ricorrere a PrestO, invece, per la Pubblica amministrazione: ma solo per far fronte ad esigenze temporanee o eccezionali, come eventi sportivi o emergenze dovute a calamità naturali.
Si riducono anche i limiti di utilizzo. La nuova legge stabilisce un tetto massimo valido sia per il lavoratore sia per il datore, che non potranno chiedere o effettuare prestazioni per oltre 5mila euro all’anno. Ciascun lavoratore, inoltre, non potrà offrire al singolo committente prestazioni che vadano oltre i 2500 euro di retribuzione. Se questa soglia dovesse essere superata, a quel punto per il datore scatterebbe l’obbligo di assumere il lavoratore a tempo determinato. Assunzione tassativa anche nel caso in cui si superino le 280 ore di collaborazione annua: cosa che è possibile nel settore agricolo (dove la paga oraria, come detto, può essere inferiore ai 9 euro), nel quale l’utilizzo dei nuovi voucher è ristretto comunque alle sole figure deboli del marcato del lavoro: pensionati, disoccupati, studenti e persone che ricevono sussidi integrativi.
Altro paletto: le prestazioni occasionali non potranno durare meno di 4 ore, e il committente non potrà richiederle ad una persona che già lavora per la sua azienda, né a chi con quella stessa azienda ha interrotto da meno di 6 mesi un rapporto di lavoro subordinato o di co.co.co.

In generale, dunque, c’è qualche restrizione in più rispetto al passato, ma lo Studio è a disposizione per qualsiasi chiarimento.

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